STEP #10-NELLA LETTERATURA


  • Un primo esempio di racconto che compare nella letteratura, relativo alla storia della vita di Rudolf Diesel è costituito dall'opera "DIESEL - L’ Uomo, l’ Opera, il Destino" di Eugen Diesel, figlio dello stesso ingegnere tedesco e di Martha Diesel:


Eugen Diesel è stato uno scrittore tedesco, nato a Parigi nel 1889. Nel 1946 pubblica per la prima volta quest'opera per raccontare la affascinante vita di suo padre, sia dal punto di vista puramente umano che da quello del suo impiego da ingegnere. Diesel fu un uomo che si trovò in diversi momenti schiacciato dalle enormi responsabilità che derivavano dalle sue grandi scoperte e dagli enormi interessi economici che ne scaturivano. Anche la sua morte prematura ed il mistero in cui essa resta avvolta contribuiscono a costruire un quadro complesso di un personaggio straordinariamente unico. L'autore descrive dunque dettagliatamente, così come solo un figlio saprebbe fare, tutti gli aspetti della vita di Rudolf Diesel, aiutandoci a capire meglio l'uomo, la sua opera ed il suo destino.

  • Altrettanto interessante è la seguente poesia, intitolata "Una maledizione" di Wystan Hugh Auden (1907-1973) e tratta dalla raccolta "Grazie, nebbia"(1974), in cui il riferimento all'inventore tedesco è esplicito: l'autore si preoccupa infatti degli effetti indesiderabili, collaterali e futuri dell'invenzione del motore Diesel. E' dunque forte anche il legame con i temi più moderni quali l'inquinamento e lo Smog, di cui proprio la Nebbia, a detta dell'autore, è "sorella immacolata".

Nero fu il giorno in cui Diesel
concepì il suo truce motore che
generò te, vile invenzione,
più perversa, più criminale
perfino della macchina fotografica,
mostruosità metallica,
afflizione e infezione della nostra Cultura,
principale sciagura della nostra Comunità.

Come osa la Legge proibire
l’hashish e l’eroina e al tempo stesso
autorizzare il tuo uso, tu che gonfi
tutti i deboli Io inferiori?
I drogati danneggiano soltanto
la loro vita: tu avveleni
i polmoni degli innocenti,
il tuo fracasso sovreccita i pacifici,
e su strade intasate ne muoiono
ogni giorno a centinaia nel guazzabuglio del caso.

Agili tecnici, certamente dovreste
per la vergogna abbassare la testa.
Il vostro ingegno produce meraviglie,
ha sbarcato degli uomini sulla Luna,
sostituito i cervelli coi computer,
e può forgiare una “magnifica bomba”.
È uno scandalo che grida vendetta
che non riusciate mai a trovare il tempo
o a darvi la pena di costruirci
ciò che il buon senso sa che ci occorre,
una piccola carrozza elettrica,
inodore e silenziosa.




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